- leffe magazine

Vai ai contenuti

Menu principale:

PARROCCHIA SAN MICHELE ARCANGELO IN LEFFE
IV Domenica di Pasqua anno C  12-18 maggio 2019


Le mie pecore ascoltano la mia voce. Non i comandi, la voce. Quella che attraversa le distanze, inconfondibile; che racconta una relazione, rivela una intimità, fa emergere una presenza in te. La voce giunge all'orecchio del cuore prima delle cose che dice. È l'esperienza con cui il bambino piccolo, quando sente la voce della madre, la riconosce, si emoziona, tende le braccia e il cuore verso di lei, ed è già felice ben prima di arrivare a comprendere il significato delle parole. La voce è il canto amoroso dell'essere: «Una voce! L'amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline» (Ct 2,8). E prima ancora di giungere, l'amato chiede a sua volta il canto della voce dell'amata: «La tua voce fammi sentire» (Ct 2,14)... Quando Maria, entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta, la sua voce fa danzare il grembo: «Ecco appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1,44). Tra la voce del pastore buono e i suoi agnelli corre questa relazione fidente, amorevole, feconda. Infatti perché le pecore dovrebbero ascoltare la sua voce? Due generi di persone si disputano il nostro ascolto: i seduttori, quelli che promettono piaceri, e i maestri veri, quelli che danno ali e fecondità alla vita. Gesù risponde offrendo la più grande delle motivazioni: perché io do loro la vita eterna. Ascolterò la sua voce non per ossequio od obbedienza, non per seduzione o paura, ma perché come una madre, lui mi fa vivere. Io do loro la vita. Il pastore buono mette al centro della religione non quello che io faccio per lui, ma quello che lui fa per me. Al cuore del cristianesimo non è posto il mio comportamento o la mia etica, ma l'azione di Dio. La vita cristiana non si fonda sul dovere, ma sul dono: vita autentica, vita per sempre, vita di Dio riversata dentro di me, prima ancora che io faccia niente. Prima ancora che io dica sì, lui ha seminato germi vitali, semi di luce che possono guidare me, disorientato nella vita, al paese della vita. La mia fede cristiana è incremento, accrescimento, intensificazione d'umano e di cose che meritano di non morire. Gesù lo dice con una immagine di lotta, di combattiva tenerezza: Nessuno le strapperà dalla mia mano. Una parola assoluta: nessuno. Subito raddoppiata, come se avessimo dei dubbi: nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io sono vita indissolubile dalle mani di Dio. Legame che non si strappa, nodo che non si scioglie. L'eternità è un posto fra le mani di Dio. Siamo passeri che hanno il nido nelle sue mani. E nella sua voce, che scalda il freddo della solitudine.

Questo breve passo del Vangelo di Giovanni potrebbe sembrare l'espressione delicata e tenera dell'amore di Cristo per i suoi fedeli... In verità non è per niente delicata, tantomeno tenera! Andate a leggervi l'intero capitolo 10: siamo al culmine della polemica tra Gesù e i capi dei Giudei. A queste parole del Signore coloro che lo avevano interrogato se fosse lui il Cristo, “portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». Gli risposero: «non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia e perché tu che sei un uomo, ti fai Dio». (...) Cercavano di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.”. (10,31-39). Nonostante il clima rovente e il pericolo reale che sta correndo annunciando la Parola della Salvezza, il Signore intende rassicurare quei pochi discepoli ancora rimasti al ascoltarlo, che il loro rapporto con Lui non è in pericolo, anzi: alle sue pecore, a loro, a noi, Gesù dà la vita eterna, la sua stessa vita. Potete immaginare quale effetto faceva alla prima e seconda generazione di cristiani leggere queste parole del Signore, in piena stagione delle persecuzioni. Trecento anni sarebbero dovuti trascorrere prima che l'Editto di Costantino (314 d.C.) trasformasse il cristianesimo, da religio illecita in licita.


• La Diocesi di Bergamo organizza per luglio il pellegrinaggio in Terra Santa con il Vescovo. Vedi locandina
• 2° pellegrinaggio Diocesano  in Puglia (Bari/San Giovanni Rotondo/Matera) previsto dal 27 al 29 settembre con la presenza di Mons. Davide Pelucchi. Vedi locandina
• In data 15 Aprile alle ore 12.00 si è aperto il bando per la Dote Scuola che si chiuderà il 14 Giugno 2019 alle ore 17.00. Per info: Ufficio pubblica istruzione Comune e Regione Lombardia.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu