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PARROCCHIA SAN MICHELE ARCANGELO IN LEFFE
XVIII Domenica del tempo ordinario anno C   4-10 agosto 2019


Il messaggio essenziale del Vangelo di oggi è talmente chiaro che, in realtà, non ha bisogno di interpretazione: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. E “arricchitevi davanti a Dio!”. Ma, siccome conquistare dei beni è un’aspirazione fondamentalmente umana, vale quindi la pena entrare nei dettagli della parabola del ricco stolto raccontata da Gesù. La ricchezza conferisce agli uomini una certa sicurezza, permette loro di disporre della propria vita, di non dipendere completamente dagli altri o dallo Stato, di organizzare la propria sfera di vita, di occuparsi di cose che fanno loro piacere, di concretizzare grandi missioni o grandi scopi. In questa misura, i beni sono necessari per una giusta esistenza. Gesù non mette in questione il buon impiego dei beni e delle ricchezze. Ma afferma che beni e ricchezze portano gli uomini a sentirsi lontani da Dio e dal prossimo, a pensare di essere assicurati contro la miseria, la vecchiaia e la morte e a soddisfare i piaceri di questo mondo. E ancora, per molti uomini, il successo materiale è il simbolo della benedizione di Dio. Pensano di avere compiuto bene il loro ruolo nella vita quando acquisiscono ricchezza e considerazione. E che Dio non possa pretendere di più da loro. Ora, anche per essi, il principale comandamento è l’ultimo criterio che permetterà di giudicare la loro vita. Ecco perché la ricchezza deve essere per ognuno un mezzo di azione: un mezzo per impegnarsi per gli altri. Aiutando coloro che sono nello sconforto e condividendo con generosità, si sarà veramente ricchi: ricchi agli occhi di Dio.

HANNO DETTO: «Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco». (Gandhi)
SAGGEZZA POPOLARE: Piangere sul proprio dolore è come annaffiarlo.
PAROLA DI DIO: Qo 1,2; 2,21-23; Sal 89; Col 3,1-5.9-11; Vangelo Lc 12,13-21

“ANCHE SE UNO È NELL’ABBONDANZA, LA SUA VITA NON DIPENDE DA CIO' CHE POSSIEDE”.
Se ci pensiamo bene, spesso la nostra vita è un insieme di progetti e calcoli. Quando si è ragazzi si pensa a crescere: “Quando sarò grande!” Poi si pensa a farsi una carriera, poi si pensa ad avere denari per poter essere sereni, poi ci si preoccupa di investirli nel miglior modo perché possano permetterci una vecchiaia serena: “Lavorerò ancora per vent’anni, farò sacrifici, a 65 anni sarò sereno, farò tutto quello che non ho fatto prima”. Essere previdenti non è sbagliato, avere delle mete può dar senso ad una vita, ma sei sicuro di arrivare a quell’età e del come ci arriverai? E poi, dove è il negozio che vende la serenità? Nelle banche ci sono tanti sportelli per ricevere e per dare, ma nessuno ha quella scritta sopra. Nella banca di Dio c’è un solo sportello per dare e ricevere con scritto sopra “AMORE”. Lì contano in un modo strano: chi dà, guadagna, chi tiene perde, le divisioni diventano moltiplicazioni, soprattutto, se hai fiducia nel “banchiere”, sei sicuro di non andare mai in rosso.

“Stolto”… stolto chi?... stolto perché? Non ha rubato, non ha ucciso, non ha fatto del male a nessuno e Dio gli dice stolto… Ha lavorato e fatto fruttare i suoi talenti (almeno quelli economici) è Dio non gli dà il tempo di goderseli… Che giustizia è questa? Neppure Dio è giusto… o no? Dove ha sbagliato l’uomo ricco? Perché tutto il nostro preoccuparci della vita è vanità? Perché dobbiamo far morire le cose della terra per occuparci di quelle di lassù? E allora perché ci fa vivere quaggiù sulla terra? Io, in questa valle di lacrime, ci piango anche bene, perché devo viverci con distacco? Signore fammi capire cosa vuoi da me. Qual è la proposta che fai a questo mondo che hai creato tu… Dove sta il lieto annuncio, il Vangelo? Qualcosa mi sembra di capire quando fai l’elenco delle cose di quaggiù: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria… uomo vecchio… preoccupazioni, affanni, dolori e fastidi penosi, …  Queste cose, in effetti, rendono la vita penosa un po’ a tutti…  Ma quando ci hai creato l’hai fatto per amore, ci hai affidato tutta la tua creazione e anche la gioia di corrispondere al tuo amore… quando Gesù è stato qui ha vissuto anche feste, bei momenti di amicizia, gioia dell’essere ascoltato, del guarire, apprezzare, condividere, … ci ha detto che l’amore non avrà mai fine… quindi c’è già anche qui… e poi conosco tante famiglie che si vogliono bene, tanti ragazzi che approcciandosi alle scelte della vita si mettono in gioco, tanti sacerdoti che dedicano con passione la loro vita a tenerci in contatto con te e tra di noi, con amore… tanti nonni che accudiscono i nipoti e si prendono cura uno dell’altro… Il male lo vedo anch’io… lo sento anche dentro di me che cerca di ribollire e di guidare il mio agire…  Signore aiutami, aiutaci a lasciar prevalere la logica che hai messo nel profondo del nostro cuore, in tutti i cuori… aiutaci a vivere bene quaggiù lasciandoci fin d’ora guidare dal lassù… vivere con i piedi per terra e lo sguardo rivolto verso il cielo… Buona settimana a tutti…


 
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