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RICORDI DELLO “ZIO FLAMING”


Lo zio Flaming..così lo chiamavo,al secolo Flaminio Lanfranchi nato il 12 Ottobre 1923 a leffe, a vent’anni circa nel Marzo del 1943 viene chiamato alle armi nel corpo degli alpini del quale ne andava fiero e orgoglioso.Nel Settembre dello stesso anno (probabilmente dopo l’armistizio ) durante un trasferimento venne catturato dai tedeschi con altri commilitoni , deportato in campo di concentramento di Amburgo, e utilizzato nelle fabbriche di produzione bellica. Arrivò anche il giorno della liberazione dalla prigionia, e aiutato dalla buona sorte e dalla sua forte fibra rientrò in patria. Il personale ricordo di Flaminio si limita alle giornate estive passate al parco di Leffe in sua compagnia ,alle partite di scopa d’assi,e ai suoi ricordi di gioventù ,al campo di concentramento,ai bombardamenti degli aerei alleati e alla fame patita in quel periodo.Nel dopoguerra svolse il ruolo di segretario per il gruppo alpini partecipando attivamente alla costruzione della chiesetta degli alpini sul monte Bejo. Fu inoltre per anni il portiere della squadra calcio leffe (squadra costituita per la maggior parte da leffesi).Cordiale ,sempre pronto alla battuta scherzosa, sempre disponibile nel raccontare le sue avventure,lascia un indelebile ricordo in quanti lo hanno conosciuto
F.Pezzoli


ADDIO BERNARDI’,MAESTRO NEL SUONO DELL’ALLEGREZZA



L’amore spontaneo per le tradizioni del proprio paese ,ma anche un esempio importante per molti giovani.Questo è il ricordo di Bernardo Pezzoli da tutti consciuto come Bernardì,storico campanaro della comunità leffese scomparso  all’età di 86 anni il 20 Marzo 2012.
Bernardo era un virtuoso delle “campanine”il particolare xilofono con barrette di vetro o ottone e cassa armonica in legno tanto caro alla tradizione bergamasca.Nato nel 1926 Bernardo pezzoli era l’ultimo erede di una famiglia i cui esponenti sono stati campanari ufficiali della parrocchia dal 1796 al 1946.Con lui è scomparso l’ultimo esponente di un gruppo che vedeva in prima linea anche Mario Boninelli ed Emilio Gallizioli ,fondatore della mandolinistica scomparso nel 2010.Bernardì era maestro nel suono dell’allegrezza e partecipava con entusiasmo alle attività della federazione campanari bergamaschi ,non ultima la registrazione del cd”Suonata serale”.E’ stato sicuramente¬- sottolinea Gigi Bresciani ,cultore di storia locale –uno dei massimi testimoni della tradizione popolare leffese.Era un autodidatta e la sua presenza era immancabile sul campanile come nelle manifestazioni di piazza.Univa la passione,competenza e grande abilità strumentale ,una buona dose di umorismo che sfoderava in ogni occasione a fianco degli “amici di brigata”.La scomparsa di Bernardì priva il nostro paese di una figura cordiale ,sempre pronta alla battuta scherzosa ,e non ultimo alla sua abilità nel produrre suoni con le sue adorate “campanine”


                           UNA VITA PER LA MUSICA



Venerdì  11  Settembre1998 ,se n’è andato ,all’età di 86 anni,il Maestro  Angelo Lanfranchi di Leffe :per i leffesi  era semplicemente il “maestro”e questo appellativo era il modo più spontaneo con cui veniva chiamato;anzi in paese ,quasi  la musica si identificava con il “maestro”.Angelo non alto e poco robusto che,  di frequente ,si  vedeva  percorrere il tratto di strada che divideva la sua abitazione ,in via Adua dalla chiesa.Era stato nominato titolare del grandioso Bossi della Parrocchiale,il possente organo “alla Michelangelo”nel 1936 e da quel momento il servizio liturgico presso la parrocchia aveva scandito la sua esistenza:un servizio espletato con fede profonda ,rara competenza e umiltà.Nel piccolo corridoio che porta all’organo è ancora ben evidente sulla parete ,un cartoncino sul quale il maestro aveva scritto di suo pugno “perdonami Signore”:in questa semplice invocazoone è racchiusa tutta la sua fede ,la sua vita e c’è tutto il suo essere.Aveva studiato per parecchi anni ,privatamente ,presso l’organista della cattedrale di Bergamo,il  Maestro Daniele Arnoldi,,del quale conservò sempre grande venerazionee stima,concludendo brillantemente il curriculum dei suoi studi di pianoforte,organo,armonia e canto gregoriano con diploma presso la scuola  S.Cecilia ,avendo come esaminatori i maestri Federico Caudana ,Luigi Picchi e Aalessandro Esposito.Per parecchi anni  fu  anche direttore della locale”Schola cantorum S.cecilia”avvalendosi nelle principali festività liturgiche ,della collaborazione all’organo del Maestro  Daniele Maffeis e di Don Pietro Selogni.Ancora oggi gli anziani ricordano con struggente nostalgia quelle liturgie eucaristiche che coinvolgevano emotivamente l’assemblea dei  fedeli.La sua incontenibile natura musicale ha lasciato un segno anche nel campo della composizione sacra e profana .Tra le sue pregievoli opere ,caratterizzate da fluidità melodica ,raffinatezza armonica,intensa liricità di grandiosità si ricordano:Miserere a 3V.M. cantato ogni anno in occasione del triduo dei defunti,Salve Regina  per baritono ,Ave Maria a 4V.M. ,Requiem in memoria del tenore Carlo Capponi,L’eterno Riposo a 3V.M.,Tu es Sacerdos ,la Messa in Italiano in onore di S.Michele a 3V.M. pubblicata dalle edizioni Carrara ,Tema e variazioni per organo e diverse marce per banda,scritte appositamente per il locale Premiato Corpo Musicale ,del quale è stato apprezzato direttore pre ben venti anni e con il quale ha tenuto concerti anche in Germania.oltre al carattere mite e schivo ,altro aspetto importante della personalità del maestro era la sua disponibilità .La “stanza” del pianoforte di casa sua era un po’ il conservatorio di Leffe:decine e decine di bambini ,giovanotti,signorine,adulti vi hanno appreso il piano,l’armonia e i vari strumenti  per banda .Per tutti trovava sempre un’ora ,e la sua scuola svolta svolta con paterna  pazienza  ed entusiasmo ,serviva ,spesse volte ,di preparazione all’ammissione agli istituti musicali .Oltre che per la famiglia ,da lui tanto amata ,è vissuto per la musica ,e con la musica ,avendo come fine ultimo :dar gloria a Dio ed aiutare chi la esegue o l’ascolta a pregare di più.Ha lottato fino all’ultimo ,senza lamentarsi ,contro il male inesorabile che poco alla volta stava minando la sua forte fibra ,e finchè le forze glielo hanno permesso si è trascinato sul suo amato organo.I suoi funerali ,celebrati il 14 Settembre ,sono stati un riconoscimento e un segno tangibile della stime e dell’affetto di cui godeva  a Leffe e in Valgandino e Hanno concluso un periodo segnato da personalità capaci di vivere per un idele nobile e alto


GIULIO BERTOCCHI


“HO TROVATO L’UOVO DI COLOMBO”
La scomparsa dell’ ing. Martinelli Saverio

RICORDANDO UN AMICO

L’ing. Saverio Martinelli era nato a Leffe nel 1936, ma è quasi sconosciuto nel suo paese. Voglio farlo conoscere perché nella sua attività ha raggiunto risultati importanti, che indico più sotto. Prima lo presento come amico, una persona senza arroganza, con apertura mentale ed uno sguardo sul futuro. Quasi coetanei abbiamo incominciato a frequentarci intorno ai 18/20 anni; motivo principale per gli incontri l’ascolto della musica sinfonica, unitamente ad altro amico. Successivamente il gruppo si è allargato e per quanto riguarda la musica è entrato Paolo Gelmi (ex Maestro della Banda) con il quale abbiamo incominciato ad ascoltare la musica JAZZ. Ora parlo dell’Ing. Saverio Martinelli.
Fin da ragazzo aveva dimostrato una forte attitudine per lo studio ed era bravo in tutte le materie. Dopo il Liceo mi informa che aveva intenzione di andare al Politecnico di Milano, per avere delle notizie utili relative al corso Universitario di ingegneria, onde decidere la scelta tra l’edilizia e la meccanica. Dopo pochi giorni lo incontro e gli chiedo: cosa hai scelto? Risponde: ”Ingegneria elettronica”. Con stupore chiedo: “cos’è l’elettronica?” Risposta:
”Il futuro del mondo”. Eravamo nel 1955 ed è diventato poi il primo ingegnere elettronico della Bergamasca. Dopo la laurea è stato assunto dalla Siemens di Milano, gruppo statale di prima importanza; una rapida carriera come ricercatore ed ha avuto la responsabilità di organizzare un gruppo di tecnici per realizzare un progetto innovativo nel campo telefonico. Qui si rivela la personalità di Saverio; era un periodo per lui molto impegnativo ma che lo entusiasmava. Ritornava a Leffe nel fine settimana, in quanto ancora scapolo e gli incontri erano abbastanza frequenti. Mi parlava dei suoi progetti, ovviamente non sul piano tecnico, ma mi spiegava il problema di fondo del
settore telefonico. Siamo negli anni sessanta ed il favoloso “boom” economico dell’Italia era in pieno sviluppo; il numero di richieste di utenze telefoniche aumentava velocemente. Il problema dello Stato Italiano era quello di decidere se sostituire i cavi e le tubature che alimentavano i telefoni, oppure trovare un’ altra soluzione per operare più velocemente ed eliminare i tempi morti. I telefoni in quel tempo funzionavano con il disco; Saverio mi spiegava che ogni utente che alzava la cornetta, automaticamente occupava una linea per fare il numero. Si trattava di ridurre questo tempo morto, che moltiplicato per il numero di utenze in continua espansione, dava un risparmio decisivo nel tempo delle chiamate.
Saverio un bel giorno mi disse: ”Ho trovato l’uovo di Colombo”. L’idea effettivamente era semplice (dopo averla trovata). Si trattava di passare dal disco alla tastiera, come è ancora in uso. Ovviamente i problemi tecnici da risolvere non erano semplici; basti pensare che la Siemens tedesca non era ancora arrivata alla soluzione, tanto da chiedere il brevetto. Il progetto fu ultimato e dopo il periodo delle verifiche bisognava andare dal”padrone” (lo Stato) per avere l’autorizzazione per la messa in opera; d’ora in poi incominciano i guai più grossi per Saverio. Il Direttore lo incarica di prendere i primi contatti con rappresentanti del Governo, sia per le verifiche tecniche che per la successiva messa in opera. Il primo incontro relativo è stato frustrante, i rappresentanti governativi manifestarono apertamente il totale disinteresse per l’argomento. Dopo amenità varie passarono alla domanda più “importante”: “Lei è tifoso del Milan o dell’Inter?”. Saverio rimase stupito e deluso, pur contenendo la rabbia. Nei diversi incontri successivi con altri soggetti la situazione non è migliorata; era evidente la tattica del rimando da parte del Governo. A questo punto é necessaria una considerazione di tipo politico: Il rinvio del Governo in merito
al progetto era determinato da una causa ben precisa. Mettere in opera il suddetto progetto portava a ridurre a metà i dipendenti della azienda, che in quel periodo erano diverse migliaia di persone. Il rinvio prolungato del progetto ha provocato una forte delusione professionale all’ingegnere.
Ma Saverio non è andato “ai giardinetti”, in alternativa ha costruito una macchina elettronica per la lettura della carta tecnica dei disegni tessili e un leffese è stato il primo ad utilizzarla. Il doppio stress ha in seguito causato dei problemi di ordine fisico. Il progetto Siemens è stato poi realizzato con l’arrivo di Marisa Bellisario alla direzione, la quale ha citato nel suo libro, l’impegno importante e lungimirante dell’amico.


Vico Coretti

ARTURO ZENONI "VAPORE" 27/11/1913 - 3/11/1972

La sera del 3 Novembre 1972 ,morì a soli 58 anni tra il compianto generale ARTURO ZENONI .Questo era il suo nome secondo l'anagrafe ,ma pochi lo sapevano .Per la popolazione di Leffe e dei paesi circonvicini egli era solamente "VAPORE" e con lui se n'è andò forse l'ultima tipica espressione dell'esuberanza Leffese che l'ha voluto con pochi altri come genuino prototipo della propria estroversa e sprizzante genialità.

Galantuomo di razza,schietto senza mezze misure , crebbe ed educò sul suo stampo una famiglia con ben sette figli,eppure i suoi interessi di uomo socievole e gaio si allargarono in una molteplicità di contributi alla vita della comunità di Leffe.Per decine di anni in paese non ci fu festa civile e religiosa di cui non fosse stato protagonista geniale e estroso .La sua presenza animava le compagnie e rallegrava i conviti.E' più facile dire quali strumenti musucali non sapesse suonare che enumerare quelli in cui ci sapesse fare ,dalla fisarmonica all'organo di chiesa ,dalle campanine ,grazioso strumento di suo conio ,al potente complesso campanario della Prepositurale ,del quale per decine d'anni fu il concertista assiduo e appassionato quanto valente.Conosceva la tonalità di quasi tutti i concerti campanari della diocesi e i principali li aveva più volte sperimentati di persona in occasione delle solennità religiose .

Fu tra i protagonisti della ricollocazione in paese delle campane dopo l'ultima guerra ;si prodigò per il corpo musicale e per la scuola di canto,creò ed eseguì le illuminazioni per le sagre locali.Fu per trent'anni "l'ascensorista della Madonnina"di Leffe :con uno speciale argano faceva scendere dalla nicchia lo stupendo gruppo fantoniano della Pietà ,per poi ricollocarlo nella propria sede il giorno dopo la festa(tradizione tuttora vigente).

Fu l'artefice ufficiale delle feste Leffesi ;rimarrà sempre l'indimenticabile promotore dei fuochi di S.Rocco. Sentendosi prossimo alla fine ,espresse il desiderio di salutare il paese con una scarica di salve il giorno del suo funerale. Così avvenne ,gli amici vollero soddisfare questo suo ultimo desiderio ,ed una scarica di bombe lanciate all'altezza del cimitero lo salutò nel suo ultimo viaggio. Anche alcuni membri della "mandolinistica"da lui voluta e sostenuta ,dopo il rito religioso vollero eseguire in suo onore ,tra il più rigoroso silenzio ,uno dei pezzi del repertorio a lui più caro.Con lui scomparve certamente una delle più cartteristiche figure del paese ,e sempre la popolazione sentirà tristezza per i suoni ed i "dolci rumori"di cui la sua scomparsa ha impoverito il paese.

Articolo di D.Giorgio Longo dal libro di Luigi Nodari "tradizioni e folklore nella bergamasca" riadattamento e riduzione a cura di F.Pezzoli

 
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